Elea Velia

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Scavi di Velia 
Numero 0974 971016
Sito Scavi di Velia

Secondo lo storico greco Erodoto, i Focei fondarono, nel 540 a.C., sulla costa cilentana tra punta Licosa e Capo Palinuro, la città di Elea che vantò grande fama nell’antichità per i suoicommerci ed ebbe, tra i suoi cittadini più illustri, Parmenide e Zenone, fondatori di una scuola filosofica alla base del pensiero occidentale. Grazie al buon governo, gli Eleati, forti militarmente, riuscirono a contrastare gli attacchi della vicina Poseidonia. Ma furono conquistati dai Romani, ex alleati, e nell’88 a.C. Elea divenne municipium romano con il nome di Velia.

Velia, con le sue benefiche acque termali, il suo clima favorevole, divenne un rinomato luogo di villeggiatura e di cura, dove ritemprare corpo e spirito. Nonostante la forte presenza della cultura romana, la città conservò sempre i suoi caratteri di grecità sia nelle tradizioni che nel linguaggio. Cicerone, che soggiornò a Velia, ci informa che da qui provenivano le sacerdotesse che conoscevano il greco per praticare il culto di Cerere a Roma. Ma la città decadde lentamente dal punto di vista economico, sia per l’insabbiamento dei porti velini sia per il mutato flusso commerciale romano che cominciò a prediligere le vie terrestri. Le invasioni barbariche fecero perdere del sito ogni traccia e ricordo.

Della città arcaica, riferibile alla prima generazione dei coloni tra il 540 e il 480 a.C., rimangono tracce visibili sull’Acropoli dove è stato rinvenuta dagli archeologi la base di un insediamento con case disposte lungo stradine e canali per il deflusso delle acque.

Dal V sec. a.C, l’Acropoli venne destinata a solo luogo di culto e costruito un tempio dedicato alla dea Atena; il villaggio arcaico fu abbandonato e vennero creati dei quartieri di abitazioni sfruttando l’andamento e le terrazze naturali della collina.

Le opere pubbliche ad Elea erano straordinarie per l’arditezza e la modernità degli impianti, le strade erano lastricate e costruite in modo da evitare scivolamenti e frane. Ai decenni finali del IV sec. a.C., risale la grandiosa Porta Rosa, scoperta nel 1964 dall’archeologo Mario Napoli. In pietra arenaria, con arco a tutto sesto realizzato mediante messa in opera a secco, la porta collegava i due quartieri a nord e a sud del promontorio. Al III sec. a.C. risale il Pozzo sacro, in onore del dio Hermes, dio del guadagno e dei commerci.

All’età romana appartengono le Terme, del II sec. d.C, con il bellissimo mosaico
del frigidarium a soggetto marino. Sempre romano è il complesso con triportico e criptoportico, un edificio pubblico variamente interpretato come sede della scuola medica o collegio di sacerdoti devoti al culto di Augusto. Sono state ritrovate, infatti, numerose sculture: busti e teste di personaggi della famiglia dell’imperatore, la Testa turrita, personificazione della città di Velia e la Testa di Parmenide oltre a varie statue di medici eleatici.

Il teatro, rifatto in età romana sulla struttura ellenistica del IV-III sec. a.C., presenta un’acustica eccezionale. Di esso si è conservata la cavea, recentemente restaurata, che sfrutta il terrazzamento naturale del 
terreno.

La Torre medievale, che risale al XIII secolo fu costruita dagli Angioini ai tempi della guerra dei Vespri siciliani. Realizzata con materiale di spoglio della 
città antica, oggi ingloba parzialmente l’antico tempio greco che
svettava sull’acropoli. La Cappella Palatina del XII secolo e anche la piccola chiesetta settecentesca, dedicata a S. Maria,  che si trovano nei
pressi della Torre sono state entrambe adibite ad antiquarium e accolgono uno spazio espositivo con reperti del periodo greco-romano. Nella cappella palatina è conservata la stele in marmo con iscrizione in greco che celebra Parmenide “fisico e medico”. A Velia si trova inoltre Casa degli affreschi, una villa romana parzialmente scoperta arricchita da mosaici e affreschi. Anche in questa villa come in molti altri edifici della città, è stato impiegato il tipico mattone velino. Di forma quadrangolare con scanalature interne, possiede stampe incise in lettere greche che fanno riferimento al controllo dello stato sulla produzione di mattoni in fornaci locali.

A Velia, meglio che altrove, si legge la relazione tra la cultura e il paesaggio che ha influenzato con la sua morfologia sia l’urbanistica e sia l’evoluzione di importanti scuole di pensiero. La scuola medica eleatica che si sviluppò a Velia, aveva un legame prezioso con l’acqua, con le culture orientali e con le piante officinali dell’ambiente mediterraneo. Questo attivo centro culturale è considerato il diretto antecedente della successiva e famosa Scuola medica salernitana.